Mali, Droni e Pirati…

Sono parecchi giorni che non ci sentiamo, ma le notizie che arrivano sono le più disparate e credo interessanti. I salafisti che occupano Gao (Mali), hanno liberato 5 ostaggi africani, un sesto è morto durante la cattività per ferite subite al momento della sua cattura. Gli ostaggi sono stati liberati senza “utile” visto che gli stati africani NON pagano riscatti, mentre è aperta la caccia all’ “Occidentale”! Per “noi” andare nell’area senza copertura militare e… Senza essere ben armati, è un’idiozia suicida. Nel medesimo tempo, bisogna dire che gli americani hanno acceso i motori e si stanno dispiegando (con intelligente metodo), oltre 1’300 uomini delle forze speciali sono arrivati e hanno un dispositivo chiaramente offensivo. Nel Chad, sono arrivati dei nuovi droni (alcuni “strani” con più eliche verticali), ma è indubbio che l’attività di tutti gli occidentali è aumentata in modo molto maggiore del prevedibile. Alcuni ambienti militari ipotizzano che le operazioni inizino a marzo prossimo. Io, data la qualità e adesso anche la quantità di mezzi e uomini, penso che gli attacchi, principalmente bombardamenti, cominceranno ancora prima. Oltre agli americani, ci sono parecchi SAS britannici e GCP francesi (groument commandos parachutistes) in addestramento, pare ci siano persino elementi dei gruppi speciali tedeschi (sembra che arrivino dall’Afganistan). Mentre ferve questa attività, alle isole di Capo Verde, sono arrivati parecchi specialisti europei, privati, attivi nella lotta contro la pirateria, che stanno operando con indubbio successo in Mar Rosso contro la pirateria somala, e che vengono per impostare la medesima attività contro la pirateria (estesissima) del Golfo di Guinea. Curioso notare che si tratti tutti di europei, le società americane sono poco attive nel settore. Questi operatori, composti al 99 per cento da ex forze speciali, cercano di negoziare con i governi africani l’autorizazione al porto d’armi del loro personale sulle navi, cosa che i paesi africani non gradiscono nelle loro acque territoriali. Queste società sperano che convincendo alcuni paesi, grazie ad importanti ricadute economiche, di riuscire ad ottenere pian piano lo stessi dagli altri. Certo in Mar Rosso hanno conseguito parecchi successi, ma sfruttando anche la presenza di varie forze miltari navali! Tutt’altra cosa il problema italiano dei nostri uomini del San Marco,”bloccati” in India. Ho conversato con alcuni dei personaggi delle società di difesa che erano presenti a Capo Verde, e con cognizione di causa, hanno usato termini di apprezzamento per i nostri militari e invece critiche severissime contro il comando della nostra nave, che è entrata DOPO l’incidente nelle acque indiane. I commenti perfidi sui comandanti italiani, con inevitabile scivolata sul Comandante Schettino, si sono sprecati. Il punto di vista generale è che i nostri comandanti d’ultima generazione siano poco “marinai”, in pratica degli impiegati di concetto. Io memore delle mie radici Istriane, ci sono rimasto piuttosto male… Nelle medesime conversazioni si è parlato dei “mercenari” ukraini e del loro capo russo, condannati il Libia a pene pesantissime. In effetti essendo personale tecnico militare, che si trovava in Libia su formale invito del governo pur sempre legittimo di Gheddafi, si argomentava che sarebberi dovuti essere considerati prigionieri di guerra. Questo per far notare a chi legge, che dove “C’è guerra… C’è speranza!…” purtroppo!!!

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