Usa versus Europa

Il presidente Trump è il peggiore avversario di SE STESSO!È “troppo” irruente, la sua fretta mette in crisi la sottile (e sempre più scoperta)strategia per -Destabilizzare -proprio l’Europa,nel senso del nocciolo duro intorno alla Germania e Francia cui a passi veloci si aggiunge la Spagna .È evidente che gli americani (questa amministrazione!)hanno dei solidi alleati -anche politici -all’interno dei vari paesi,vedasi Seehofer,LePen,Salvini etc. Ripeto l’ incipit di questo post,aggiungete le recenti “incursioni” del sulfureo Bannon. La inquieta agitazione del Presidente americano”scopre”proprio i suoi corifei,e se il gioco si fa troppo scoperto,ci potrà essere una reazione di orgoglio dei popoli europei(cui proprio loro hanno risvegliato il nazionalismo).Sollecito il lettore a seguire le vicende prossime venture,aggiungendo -che l’Italia,eterno ventre molle di Europa,sarà sempre più TEATRINO di numerose vicende.

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7 Comments

  1. e se invece dovesse riuscire? dopotutto non vuole distruggere l’alleanza, vuole soltanto costruire una nuova alleanza reazionaria basata sul politically uncorrect. ha molti alleati in Europa, a cominciare da tutta l’Europa Orientale e dall’Italia, e ha già quasi conquistato il Regno Unito.

    il punto debole dell’Europa è quello militare, ma è per questo che centrale è il nuovo accordo attorno alla Francia, unico stato europeo che può aspirare al ruolo di leader in questo campo.

    e non a caso l’Italia è stata esclusa dal progetto, oppure si è autoesclusa.

    si profila una spaccatura dell’Unione Europea fra ovest ed est, comne nella guerra fredda, ma a ruoli politici capovolti, e la novità è che questa volta l’Italia fa parte dell’Est.

    ma l’Europa occidentale (senza l’Inghilterra e senza l’Italia) sarebbe fragilissima e accerchiata sul piano geopolitico, in quanto isolata dalla Russia.

    certo, l’Italia diventa strategicamente centrale, ma il paradosso italiano è che la nostra destra ha sinora puntato più sulla Russia che sull’America.

    è vero che sinora l’America era quella progressista di Obama, e una coinversione non sarebbe difficile.

    se poi Trump dovesse riuscire a portare Putin dalla sua parte, i giochi potrebbero essere già quasi fatti, dato che all’Europa democratica occidentale non resta che la lontanissima sponda cinese, dove Trump sta realizzando una guerra oarallela, per ora soltanto economica.

    è qui però che la partita si gioca davvero, se il gioco di Trump non si sposta sul piano prettamente militare.

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      1. Vorrei segnalare che anche le destre,sopratutto quella italiana, che si dichiarano filorusse è proprio una vicenda da teatrino.La sinistra infiltrata da destra e la destra mascherata da sinistra è l’ultimo maldestro,quindi sinistro, tentativo di arginare la infowar sino-russa.Non è un caso che i giornali di flusso principale esaltino perfetti carneadi(nelle loro patrie) euroasiaticheggianti,a ruoli addirittura di consiglieri di primo piano di capi di stato…

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      2. Proprio questo “rimescolamento “di posizioni,rende il -futuro -tutto da giocare. Certamente le -“masse”-inconsciamente sentono arrivare una guerra (magari più guerre su teatri diversi con diverse alleanze! ) e tutti (molti )cercano l uomo “forte” e si portano sulla Russia perché tra un americano -repubblicano -alla Trump scelgono il modello “originale “Russo alla Putin (simile movimento avviene in Oriente )con direzione Cina. ..se volete salvare la pelle. …..Emigrate! In Africa. ..o in Patagonia (che è bella! ).

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  2. E’ abbastanza divertente sentire Trump fare i complimenti all’amico “Giuseppe”… cerca di usare anche l’Italia come leva per dividere l’Europa, un concorrente commerciale temibile se presa insieme, ma se presi ad uno ad uno… Come europei abbiamo perso troppo tempo per riformare le stupide regole di Maastricht, e allargato troppo in fretta dove non andava fatto, e ora paghiamo tutte le contraddizioni. Anche l’incapacita’ di gestire insieme i flussi migratori, purtroppo, fino a farlo diventare l’argomento principe di tutte le propagande. Ma sulle cause di questi spostamenti e su come risolverle, zitti tutti… e quando si parla ad esempio di guerre come cause, o di cambiamenti climatici, gli amici americani non potrebbero certo chiamarsi fuori.

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