Arcelormittal 

È parecchio tempo che mi riprometto scrivere e informare i miei lettori su le voci  (e qualcosa più che “voci”),su questo gigante dell’ acciaio, che sarebbe molto vicino a entrare nell’Ilva.Il referente della società è Mr.Mittal,capostipite della famiglia indiana Mittal.Qualche anno fa,Mr Mittal,con grande uso di stampa e televisione,in Francia, per entrare nelle acciaierie di Florange ( strategiche per la Francia un po’come i cantieri Stx recentemente noti).Mr Mittal si fece accreditare fin alla Presidenza della Repubblica,con abbondanza di profferte e garanzie industriali.Nella vicenda entro’ una importante girandola di Survalori azionari. Florange fu assorbita da Mittal e in breve tempo tutte le promesse rutilanti si spensero malinconicamente  (contribuendo al declino politico di Sarkozy e paradossalmente anche di Hollande).Intanto i valori su le borse internazionali della Arcelormittal rendevano somme colossali,con vecchie signore che “portavano”i loro soldi ad un radioso Mittal.Altra “fortunata”avventura di poco nello stesso periodo,avviene in Senegal,apertura di uffici mega,offerte magnifiche per lo sfruttamento delle ricche miniere di ferro, addirittura “garantendo “la costruzione di una necessaria ferrovia,ovviamente i senegalesi erano radiosi per il numero di posti di lavoro  (musica per il governo, ovviamente! ) Io fui tacciato di “pessimismo”e “insensibilità “(sic).Nello stesso periodo si svolgeva pari pari qualcosa di simile nella vicina Guinea Conakry(con altri attori,ne ho parlato in un altro post ) . Per fortuna i senegalesi-più prudenti dei cugini di Conakry-posero la buona “condizione”-Vedere Soldi dare Cammello! ! improvvisamente i progetti si Rivelarono TROPPO COSTOSI e si spensero le luci  (anche in quel caso un buon margine venne dalle borse! ).Personalmente non adoro i sindacati  (anche se ne apprezzo il ruolo -solo in ambito di lavoro-) ma penso che dovrebbero darsi un occhiata,dopo i problemi Ilva meglio un tantino. …di cautela? ! 

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2 Comments

  1. Non so se esista nel nostro paese un osservatorio che verifichi i misfatti delle multinazionali che hanno fatto “investimenti” nel nostro paese… acquisto di marchi e chiusura di fabbriche, saccheggio dell’agrialimentare, messa fuori uso di concorrenti…
    il tutto nell’indifferenza e spesso complicità (lasciamo fare tutto al mercato!) dei governi succedutisi, di colori diversi. L’Ilva è il risultato di così tanti fallimenti, di non scelte o di scelte sbagliate (l’idea che dopo il pensiero liquido anche il lavoro diventi liquido…) che temo che sia diventata una patata così bollente che al primo pifferario che si fa avanti venga regalata… per i sindacati un compito difficile opporsi ad un’acquisizione che “promette” di non toccare posti di lavoro… quando sicuramente governo e media scateneranno la cagnara contro di loro, che già immagino (sono solo capaci di dire no, si oppongono per partito preso) e mi aspetto anche divisioni forti al loro interno… però è un bell’argomento di cui occuparsi! Grazie dell’articolo, come sempre interessantissimo

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    1. La ringrazio! I cosiddetto “”Osservatori” (comuni all’estero) sono SOSPETTI perché rappresentano interessi -dichiarati -quindi NON neutri. Su i sindacati,riaffermo diffidenza,trovo i sindacati tedeschi, un esempio eccellente, purtroppo con la differenza che “quelli “sono tedeschi e i “nostri ” sono italiani.Saluti cordiali

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