Dramma a Como 

Mi è stato narrato del terribile dramma a Como,di quel padre che ha ucciso i propri quattro bambini e si è suicidato.Chi mi raccontava l’accaduto,mi parlava di “follia”,io darei una interpretazione, appena diversa,nell’ abisso di disperazione, nel quale quell’uomo era sprofondato, di folle c’è il “modo”con cui ha soppresso quei poveri bimbi,mentre la “scelta”di morire “portandoli”con se’,nella disperazione ripeto,è stato lucido,””per preservarli “”!!è tremenda come scelta,ma mi sembra qualcosa di ancestrale,preistorico! .Sono sempre stato colpito da un antico racconto che ho inteso in un paese lontano geograficamente  e temporalmente. –Dio decise di cancellare l’umanità,con il diluvio. Un uomo con la sua donna,erano prigionieri del fango che andava montando,quindi l’uomo mette la donna sulle proprie spalle finche’non viene ricoperto,il fango continua a montare,allora la donna mette il loro bimbo sulle spalle e viene ricoperta a sua volta,con il fango che monta ricoprendo anche il bimbo,in quel momento passa un angelo che vede una manina emergere tra acqua e fango e la trae a se!e trascinandosi il bimbo e la madre che lo teneva e l ‘uomo che sosteneva gli altri. Il vecchio che mi raccontava la storia aggiungeva, se i tre formavano una famiglia unita,forse sarebbero morti,ma sarebbero andati in Paradiso  (che quello è il destino di un gruppo familiare unito). Il senso di amarezza per la vicenda di Como,mi ha fatto ripensare a questa storia, non domandatemi perché! ! 

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1 Comment

  1. E’ davvero una tragedia sulla quale è difficile fare commenti razionali, ne dare giudizi… un avvenimento così terribile che scuote le coscienze di tutti. Il disagio di quest’uomo non è stato evidentemente percepito fino in fondo, nonostante gli aiuti materiali che ha ricevuto… un uomo fuori dal proprio paese, con quattro figli piccoli, con la moglie ricoverata per depressione e disoccupato… forse con la paura che i figli gli venissero tolti per darli in affidamento, cosa che una persona lucida avrebbe accolto come un aiuto non una punizione (io stesso ho avuto una bambina in affidamento diurno per due anni. La mamma separata aveva chiesto aiuto ai servizi sociali, e questi hanno cercato una famiglia che la potesse aiutare. La sera tornava a casa sua, ed era chiaro che noi NON eravamo i suoi genitori… la bambina ovviamente non l’aveva presa benissimo, ma la mamma ha sempre tenuto duro pensando che fosse per il suo bene… poi dopo due anni la situazione si è normalizzata e la bambina, ormai ragazzina, è tornata a casa sua) però non me la sento di dare giudizi, la cultura c’entra senz’altro ma forse anche la frustrazione, il senso di fallimento, l’umiliazione di dover chiedere quotidianamente… avrebbe forse avuto bisogno di un supporto psicologico, ma col senno di poi è facile dire… certo fa disperare la solitudine in cui doveva sentirsi quest’uomo, senza evidentemente amici o parenti, o che so una cerchia religiosa, che capisse lo stato e lo dissuadesse dai propositi… ma è vero che quando la testa non gira più come dovrebbe, non si vedono più soluzioni. Bella la favola, dove viene premiato il sacrificio… cordiali saluti

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