Olio di Palma 

Le mode scellerate,gli usi,le consuetudini,gli interessi commerciali,ci sono sempre stati,ma inun mondo globale  ( che piaccia o no,irreversibile), i danni sono globali. Questa stagione del mondo,drogata dalla imbecillita e dalla ignoranza,verniciata di chiacchiere ,démagogie populiste,termine errato ma “educato”in tempi più spicci,si sarebbe detto-plebei. Nella fine degli anni Settanta,uno sfortunato viaggiatore dallo spazio,avrebbe visto l’ emisfero orientale avvolto da nuvole persistenti, erano gli enormi incendi delle foreste millenarie di Indonesia e Malesia  ( uccidendo milioni di animali e indebolendo decine di speci) perché la NOSTRA industria alimentare  (occidentale ) trovava comodo, utile , usare l’olio di Palma.Adesso con la “scoperta “che un uso eccessivo poteva essere pericoloso per la salute,quindi -stop -all’ uso dell olio di Palma o comunque una forte diminuzione dell utilizzo , e i danni prodotti ? e le speci animali ? e le foreste ? e i contadini il cui abitat è stato sconvolto ? W il capitalismo intelligente ? ??

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3 Comments

  1. La vicenda dell’olio di palma sembra il tentativo di chiudere la stalla quando i buoi se ne sono scappati da un bel pezzo. Purtroppo finché a consumare era solo l’occidente andava tutto bene, ora che con la globalizzazione consumano tutti, cerchiamo di impedire agli altri di fare quello che noi stessi abbiamo fatto per decenni. E’ vero e negarlo è da stupidi: la terra è una e la stiamo consumando. Non si riesce a mettersi d’accordo sulle emissioni di CO2 (grande responsabilità Usa, per i quali il loro stile di vita non è negoziabile, come un dogma di fede), sul consumo di risorse, terra e materie prime men che meno… ognuno pensa per se: la Cina va in giro per l’Africa a comprare terra (non solo la Cina, anche le multinazionali)… dell’acqua parlavamo poco tempo fa. Secondo me bisognerà arrivare ad un punto in cui gli Stati che sono custodi delle risorse naturali del pianeta devono essere remunerati per non distruggerle. Penso che so, all’Amazzonia, alle foreste tropicali: ci vorrebbe una tassa mondiale che vada a favore dei paesi che detengono quelle risorse che dovrebbe essere usata proprio per evitare che i contadini o gli allevatori o gli speculatori brucino o taglino per bassi interessi. Ma nel nostro piccolo anche noi continuiamo a perdere terreno agricolo… basti pensare alla quantità di strade costruita negli ultimi 10 anni solo in Lombardia, ed a quante ancora hanno intenzione di farne… per scoprire poi che alcune sono usate pochissimo. Per il capitalismo va bene tutto… distruggere e poi spendere miliardi per rifare. Che siano ponti, acquedotti o foreste non gliene importa niente, conta solo il profitto…

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