Daesh in Libya

Sono iniziate le manovre di preparazione all’ inevitabile (in ritardo!) intervento in Libya,di “una” coalizione Occidentale.L’Italia é in prima linea,fin qui molto cauta (giustamente),gioco forza,per la storia,i legami economici e…la geografia, che impongono una partecipazione di primo piano.Mentre a livello politico sono in corso i necessari bilanciamenti sia bilaterali (con la coalizione parlamentare Libyca,i “due”parlamenti tra Tripoli e Tobruk) e le Nazioni Unite,con annessa ripartizione delle forze militari,(si parla di un Comando-parziale- Militare Italiano della Missione).Nel mese in corso si moltiplicano le missioni di esplorazione e aggiornamento dei bersagli per le azioni di bombardamento e intervento delle forze speciali.Sul cielo Libyco c’é gia’ un eccesso di traffico,con ricognizioni platealmente ad usum di politica interna (Francia) .La Charles de Gaulle nella sua missione nel Mediterraneo Orientale prima e nel golfo Persico (dove si trova adesso) ,ha effettuato numerose ricognizioni su Bengazi,principalmente per “mostrare” in Francia che si fa’ “qualcosa”.Gli USA da parecchio operano sia con droni,ricognitori di tutti i generi( basati a Sigonella)e i satelliti.Nei mesi scorsi forze speciali USA con appoggio Algerino,hanno effettuato nel sud libyco,azioni di attacco,con eliminazione di capi e capetti locali,ma sono state azioni limitate,direi quasi “amatoriali” visto lo spessore delle strutture djihadiste.Nei primi del mese c’é stata una missione di esplorazione di un commando di una trentina di rangers USA,nella zona della citta’ di Sabratha,ma vuoi per “cattive” guide locali,vuoi per attivita’ di djihadisti ,il reparto si é rapidamente ritirato ,e in questo momento é in posizione a Pantelleria.Migliori risultati avrebbe avuto una esplorazione di un reparto (che non vi nomino) italiano ,che ha operato nell’area di Agedabia.Il Comando di Coordinamento sara’ sicuramente l’AfriCom che gli americani hanno dislocato a Stuttgart,con la Bundeswehr,che ha gia’ un reparto cacciatori dislocato in Mali,con logistica FrancoTedesca,gia’ in corso di approntamento.Ma…ci vorranno truppe ben organizzate SUL TERRENO! chi ? le fornira’? Egitto?Algeria? i Libyci arriveranno ad accettarle? molte domande NON di natura militare ma politica e diplomatica dovranno avere risposta,(con l’Italia che giustamente vuole siano risolte in sede ONU!),intanto Daesh si sta’ espandendo,con una logistica non disprezzabile,specie nel Fezzan. Non sara’ una passeggiata,ma il problema militare é risolvibile .Quello che NON potra’ essere risolto é la “polverizzazione” dei gruppuscoli djihadisti ,che dopo le botte che riceveranno,si sparpaglieranno in tutta la zona sub Sahariana,fino a mescolarsi con quelli operanti in Nigeria(BokuHaram).Nei paesi africani,é tangibile il nervosismo dei Governi,menre si approntano rapidamente unita’ e mezzi;si apre una pagina tutta da scrivere,che sara’ molto complicata e sanguinosa,ma perder ancora tempo,sara’ peggio,parecchio peggio.

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