Salviamo le imprese italiane!

Buon giorno,pienamente d’accordo con il grido “salviamo le imprese Italiane”,ma… forse vi sara’ utile la storia seguente. Proprio in Austria (parlate del trasferimento in Austria!), nella regione del Voralberg,(confinante con la Svizzera),la Industria tessile, con colori e disegni vivaci,era apprezzata in tutta l’Europa Centrale,negli anni 70,la crisi industriale e l’arrivo dei prodotti cinesi,misero sul lastrico decine e decine di piccole e stroriche aziende.Bene,i nostri bravi austriaci,che vediamo sempre come chiusi,retro’,si son messi a caccia di mercati. In breve,hanno “conquistato” il mercato Nigeriano!!con prodotti di alta qualita’…e battono i cinesi!!!-Cari amici,bisogna che le nostre aziende tornino alle origini,qui (vi scrivo dall’Africa),smettiamo(meglio dire;”smettete”)di fare gli snobbetti,con Porsche,Suv,etc,qui arrivano tanti “imprenditori” da  rinviare a casa senza complimenti…I mercati,si conquistano con sacrifici,investimenti e idee,cose che da “noi” nel piagnisteo generale,NON avviene piu’. In Africa girano migliaia di motorette chiamate “Jakarta”SI!la  capitale indonesiana-sono motorette prodotte in Cina,e vengono usate NON per portare la fidanzatina a passeggio…ma come TAXI!! beh! mica si vedono i nostri scooters (troppo eleganti,raffinati), ma qui servono…i motorini…cinesi??!!!!! Saluti con simpatia.

Avatar di Luca Erik LivraghiItalia, io ci sono.

È di questi giorni la notizia dello spostamento della produzione in Austria della varesina Husqvarna, ma non è la prima e non sarà l’ultima di questo genere. In questo periodo la lista di situazioni simili si è allungata moltissimo e ha raggiunto dimensioni preoccupanti: pensiamo alla Ginori (acquistata da Gucci, che però a sua volta è di proprietà francese), a Pomellato, Ducati, Gancia e così via. In questi casi si è detto che la produzione sarebbe rimasta suolo italiano, ma sappiamo che non sempre è andata così, anzi.

Aziende che chiudono, delocalizzano o si trasferiscono sono una tragedia per gli occupati, ma anche per la tradizione e per la cultura. Si, perchè spesso dimentichiamo che dietro un logo o un nome si nascondono grandi storie di persone e di famiglie che -spesso per generazioni- hanno dedicato quotidianamente anima e corpo per mandare avanti un sogno condiviso

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