In Memoria Andreotti

Ho atteso qualche giorno,per fare una breve meditazione,su Giulio Andreotti. Inutile nel Suo caso,titoli,etc,appaiono inutili e melensi.Nel diluvio di “coccodrilli” (pezzi precucinati delle redazioni),c’é stata,la dichiarezione di Gelli,degna di LaPalisse!! ” Si é portato i suoi Segreti”.Fortuna che ,a differenza della bomba di Bologna,Gelli,non abbia parlato di “sigari”!

Perché,ricordando Andreotti,parlo di Gelli?,perché un lungo filo,ha legato gli “ambienti” dove hanno vissuto,e convissuto,questi due personaggi. Andreotti,di levatura enormemente superiore a Gelli,culturalmente inarrivabile,rispetto al “venditore di materassi”.Andreotti,il potere lo amava,ma..caso raro,lo sapeva impiegare. Ovvia la similitudine,con l’ecclesiastico,non credo assolutamente fosse un cinico,era un disincantato,romano e curiale. Osservava gli altri,con la curiosità dell’uomo di cultura,ma senza “partecipazione”,appunto con il disincanto di un romano di sacrestia,convinto che l’uomo,è”debole” e quindi da  prendere sempre con riserva. Per Andreotti,la Riforma (Luterana)doveva apparire “un grosso disordine”. Gelli, al contrario,da “provinciale” ,aveva la brama del potere,la insaziabile necessita’ di “esserci” dentro le cose,per partecipare,imporre,(giustamente un anticipatore di Berlusconi,uno dei suoi Pduini!).Indubbio,che i due abbiano,condiviso,situazioni e fatti,ma con enormi differenze,sia di “utile” sia di  prospettiva. Dare di Andreotti un giudizio ,chi può “giudicare,ci vuole del tempo,e penso che un libro,non sarebbe certo sufficiente. Sono lontanissimo,dalle “fonti”,per prima cosa mi piacerebbe,rileggere  alcuni dei suoi libri,vi consiglio,De Repubblica ,

a presto.

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