Le agitazioni in corso nella penisola Koreana, le minacce ,gli avvertimenti, le scene marziali, da una parte a l’altra, non sono al momento, da prendere con pathos drammatico. Nessuna delle varie parti in causa,ha veramente determinazione a raggiungere il punto di non ritorno. La Cina, unico grande alleato del turbolento Nord, ha certamente molta influenza, e tutto vuole, tranne una crisi “vera” sul suo fianco meridionale. Gli USA, certamente, non si sentono “minacciati”, e non hanno alcun interesse all’ acuirsi della tensione. Korea del Sud, idem, sa’perfettamente, che il Nord, non attacchera’, a meno ovvio, di non essere attaccato. Il Giappone, attento osservatore, non vuole assolutamente,una penisola Koreana, unificata, con sentimenti profondamente anti-Nipponici. Tutti i capi, dei paesi che abbiamo nominato, hanno dirigenti, appena insediati, dalla Cina, alla Korea del sud, con una presidente appena eletta, idem il Giappone ,con Abe, appena nominato e lo stesso capo della Korea del Nord, è al potere da appena un anno fa. Il desiderio del Nord, è di avere un rapporto bilaterale,con gli Usa, cosa che con alti e bassi, passi avanti e retromarce, avviene puntualmente,da almeno venti anni. La situazione delle dueKoree, NON è assimilabile alle due Germanie ante -muro. Ovvio che a furia di tirare la corda, qualche cosa puo’ accadere, accidentalmente, ma è una eventualita’,piuttosto remota. Le uniche reazioni nell’ area, ci saranno, nelle varie Borse valori orientali, dove secondo la migliore tradizione, nel cinismo dei mercati, ci sara’chi approfittera’ con giochi al ribasso, in attesa di altri succosi frutti, quando le Borse “risaliranno”-come al solito,poco di nuovo, sotto il Sole!!