Il Mali, gli occidentali e le popolazioni dimenticate.

Come anticipato in queste pagine si è svolta ieri (articolo relativo), a Parigi, la conferenza dei Ministri della Difesa e degli Esteri di Francia, USA, Germania, Italia, Spagna e Polonia (due nazioni che avevo dimenticato citare), SENZA la presenza della Gran Bretagna!!! Ieri sera ho scherzato a lungo con un amico inglese, rammentandogli che “sempre Perfida Albione “, sono proprio inguaribili bastian contrari! Alla conferenza voleva partecipare la Lettonia, che si stà riarmando in  modo consistente e desidera “partecipare” ai vari simposi, ma un grugnito dell’Orso Russo ha rimesso le cose al loro posto! Già i russi NON gradiscono l’attivismo polacco… Figurarsi quello lettone!

Intanto sul terreno, in Mali e dintorni, c’è una certa frenesia guerriera, il Niger, che fin l’altro ieri faceva ispirati pensieri pacifisti e trattativisti, adesso a sentirlo vuol che tutto parta domani! In parte perchè le sue frontiere sono un via vai di djhadisti, che fanno pic nic in Niger e siesta in nord Mali! Il contagio ideologico si fa sentire sempre di più e… La manna di equipaggiamenti, armi, mezzi e… denari, attizza in tutta l’area appetiti sempre più forti. Ho visto de visu, una situazione analoga in Viet-Nam, con la situazione Cambogiana e l’ascesa di Long Nol tutti volevano l’allargamento del fronte, i Laotiani, i Pathet Lao, i Vietnamiti del Nord, quelli del Sud, i Thailandesi, i Cambogiani medesimi e gli Americani PURE. Tutti guardavano a cortissimo raggio, pensavano tantissimo ai vantaggi economici e tattici, ma senza la minima idea di come poi uscire dal tunnel. Gli esiti tragici nella già grande tragedia si son visti. Vi è da aggiungere, che in molti paesi intorno al Mali ci sono governi più o meno autoritari (salvo il Senegal), uno stato di guerra inevitabilmente sul breve periodo consente di stringere la società, aumentarne il controllo, ma… Ripeto sono soluzioni di breve termine, sovente controproducenti. In ultimo, stò ricevendo dalla zona desertica a sud di Tumbuctu’, notizie di un popolo che ho visitato e dove presto o tardi rifarò una puntatina. Sono i Dogon, popolazioni animiste (ecco il motivo di preoccupazione con quegli invasati di Al Qaida!), vivono su dei veri e propri acrocori, rispetto al deserto un dislivello di 400-500 metri, sono degli ortolani straordinari, coltivano degli orti semplicemente meravigliosi e, siccome sulla cima dove vivono e coltivano non c’è acqua, le donne, ogni giorno, vanno e vengono per dei sentieri stretti tra le rocce che anche le capre frequentano con prudenza. Io salendo, con la lingua di fuori, ogni tanto sentivo un cicaleccio, continuo, erano le donne, che si fermavano con i loro orci, sia pieni (pesantissimi) in salita,  sia vuoti in discesa, che chiacchierano. È bene tener presente che fanno il “circuito” tre, quattro volte al giorno. La sera, tutti riuniti nella “piazzetta”, alla luce del fuoco, le donne richiacchierano, i bimbi giocano, i vecchi ti indicano le stelle da cui LORO vengono. Intendiamoci, non è tutto idilliaco, ma è un vivere molto naturale, semplice, in tutto sono alcune decine di migliaia sparsi sui loro cocuzzoli, armati alla bell’ e meglio, fieri, ma se “quelli” dovessero arrivano come finirebbe???

Saluti.

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