È cosa fatta! Oggi ad Abuja (Nigeria), i capi delle nazioni della Cedeao (Comunità stati Africa dell’Ovest), hanno dato il via al piano elaborato da una conferenza di stati maggiori, all’invio (previa ultima autorizazione ONU), di 3’300 uomini, come avevamo gia’ anticipato in queste pagine (relativo articolo). Queste truppe, dovrebbero, essere di supporto alle truppe maliane, si parla di 5’000 uomini, attualmente in corso di addestramento. Nei prossimi giorni, mentre il Consiglio di Sicurezza a N.Y. darà luce verde all’ operazione, a Parigi si svolgerà una riunione di alta importanza, saranno infatti riuniti molti alti ufficiali, rappresentanti di USA, Francia, Inghilterra, Germania e…Italia (!). La conferenza avrà ruolo operativo, e stabilirà: la quantità di uomini (classici consiglieri militari!), mezzi, logistica, e sicuramente fondi economici. È utile rammentare che nella zona più o meno sono dislocate forze speciali di un po’ tutti i paesi sopraindicati, dai 1’200 Rangers americani, ai SAS inglesi (si parla di duecento), ai tedeschi con i loro Cacciatori (arrivano direttamente dall’Afganistan), dei nostri, oltre ai classici Col Moschin (Reggimento d’Assalto Incursori Paracadutisti), dovrebbero arrivare elementi della Folgore. La partecipazione degli Italiani mi ha commosso, e sono convinto che i nostri si comporteranno BENE, con tutte le chiacchere che si fanno sull’attuale Governo, almeno agisce, senza trombette inutili (come avrebbe fatto il precedente!) ma agisce. Intanto sul teatro delle oramai inevitabili operazioni, stanno accadendo delle novità tattiche degne di menzione. Due dei movimenti Islamisti, MLA e Ansar Din, di estrazione Tuareg Maliani (molto messi in ombra da Al qaida e Mujao), si stanno “dissociando” dagli altri, la cosa era prevedibile, e oltre alle gelosie (classiche qui), devono avere giocato parecchio i diversi servizi (CIA, Dse, BND) e sicuramente anche Algeri, con annessi soldini (parecchi). Sul piano tattico (provvisorio) il gioco delle “negoziazioni”, restringe di parecchio l’area di intervento dei droni, cacciabombardieri, ricognizione, escludendo, tutta l’area molto montagnosa e complessa ai confini con Algeria. Sul piano tattico è un bel vantaggio, questo potrebbe anche significare che gli attacchi potranno iniziare nella seconda metà di dicembre, almeno quelli aerei, e sarà un attacco molto pesante! Attenzione, attenzione ai “danni collaterali”, l’area è desertica ma c’è un sacco di gente sfollata ed un via vai di carovane, nomadi, banditi, gente di tutti i tipi (pure semplici emigranti!!). I salafisti vi si “immergeranno” il più possibile, quando cominceranno ad esserci morti civili veri o dichiarati tali, cominceranno le proteste vere e simulate, e… Comincerà la vera guerra.. Quella delle Bugie. Dove noi occidentali (che non siamo degli angioletti!), comunque ci faremo delle brutte figure, vedi Afganistan (esempio per tutti). I Salafisti faranno di tutto, ripeteranno anche se con variazioni, il ritornello dello scontro tra civiltà e religioni, terreno scivoloso, dove veramente bisogna muoversi con prudenza. NON SARÀ BREVE. Sul terreno non esiste problema, ma quando le vespe impazzite si spargeranno sul territorio… Sarà una caccia difficile e costosa, non solo in denaro ma inevitabilmente di vite umane. Ma è una guerra, oggettivamente necessaria, se mai una guerra può esserlo, questa lo è.
A presto.