A compendio di q
uanto precedentemente detto, il Monarca del Qatar, si è appena recato a…Gaza, in visita ad Hamas, dove si è impegnato a sovvenzionare opere pubbliche per 400 milioni di dollari. Che il Qatar investa in opere umanitarie sempre più denaro è certamente encomiabile ma… Che dia copertura e riconoscimento ad Hamas, a detrimento, evidente, del Fatah, di Abu Abbas, è ben altra cosa. Il giorno dopo, questa importante visita (per Hamas), son fioccati circa 60 razzi sul territorio israeliano… Guarda caso! D’altro canto Israele, ha poco da lamentarsi, se ha continuamente e pervicacemente, depotenziato proprio Abbas, quindi dando sempre più spazio ai gruppi estremisti. Intanto nel Sahel (Mali), i salafisti si rafforzano, hanno aperto tre campi di addestramento, e le reclute,provenienti come abbiamo precedentemente detto, da tutta l’Africa sub-sahariana, arrivano in gruppi sempre più consistenti, utilizzando una logistica, sempre piu’ efficace e costosa (finanziata da chi? Ma lo abbiamo già ben detto!). L’unico elemento positivo, è che la ricognizione dei paesi occidentali, USA e Francia principalmente, è intensa e la mappatura, dei possibili futuri bersagli, migliora costantemente. Un’altra importante novità, è che la Germania si stà muovendo a livello di intelligence, sembra con strutture di radiolocalizzazione, settore nel quale i francesi operano intensamente già da tempo. Quello che rimane desolante, è il livello delle forze maliane, istruttori tosti, stanno cercando di spremere, almeno alcuni reparti, ma l’entusiasmo è veramente bassino. La retorica, da parte dei vari settori della società, invece, è tanto più rumorosa quanto è inconsistente la voglia reale di battersi. Si può risolvere il problema dei djahdisti del nord Mali, ma bisognerà prima che gli occidentali cavino dal fuoco parecchie castagne. Il generale USA, Carter Ham, è in questo momento parecchio attivo, e le pressioni su Algeri, si intensificano, ma ci vorrà parecchio tempo, parecchia fatica, e l’impresa sarà onerosa.
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