Sono parecc
hi giorni che non ci sentiamo… Quindi di fatti nuovi ne sono accaduti parecchi. In primis, a Roma, sono iniziati gli incontri tra rappresentanti del Governo Senegalese e il maggior gruppo ribelle della Casamance, con la mediazione della Comunità di Sant’Egidio, il tutto nel riserbo e nella discrezione (questi colloqui vi sono stati anticipati in queste pagine). Altro avvenimento di rilievo, la nomina di Romano Prodi a mediatore delle Nazioni Unite nel Mali. È certo un riconoscimento alla persona (che vale!), ma anche all’Italia, che nell’ultimo periodo sembra nettamente in ripresa. L’attività diplomatica e militare nell’area è molto aumentata. Le Nazioni Unite, in risposta alla richiesta del Mali, hanno autorizzato il dispiegamento di forze militari sotto l’egida dell’Unione Africana e Cedeao, tutto ciò in attesa di un piano operativo dettagliato che dovrebbe venir consegnato in 45 giorni. Il Presidente della Nigeria intanto, si è recato a Bamako (Mali), per sollecitare maggiore coesione delle forze politiche locali (attualmente molto divise), sulla “riconquista” del Nord. L’impegno della Nigeria si spiega col fatto che Boko Haram è molto attivo nel nord del Mali in quanto lo usa come base logistica. Interessante notare il susseguirsi di visite ufficiali nei paesi del golfo, specificamente Qatar, da parte del Presidente (provvisorio, interim) del Mali, chiaramente nel tentativo di fermare l’afflusso di aiuti “umanitari”, ai salafisti del Nord, da parte di ONG (foglie di fico) del governo qatariota. Seguito poi dal monarca marocchino, anche lui inquieto per gli aiuti ai salafisti “anche” in Marocco, e la presenza nel Nord Mali di gruppusculi di ex Polisario. Mentre da parte ONU e Cancellerie varie si incrementa finalmente l’attività, i gruppi ribelli non stanno a guardare, sono arrivati infatti robusti contingenti di Djahdisti dal Sudan e da tutta l’area sub sahariana, inclusi senegalesi, ivoriani e liberiani. È inevitabile che si preparino ad azioni militari di guerriglia sul terreno contro i “nuovi venuti,” ma è logico pensare che stiano pianificando nuove azioni terroristiche, almeno nell’area. Il tempo è a loro vantaggio nel breve termine, perchè l’addestramento del nuovo esercito maliano prenderà parecchio tempo, idem dicasi delle truppe di… “Sostegno”? Dei paesi dell’alleanza, le uniche truppe che sono, a mio modesto avviso, pronte e capaci operativamente, sono le truppe Chiadiane, perchè hanno un eccellente esperienza di combattimento nel deserto, sono bellicose, e simpatico o antipatico, hanno nel loro presidente un Capo che ha dimostrato di sapersi battere personalmente sul campo di battaglia, cosa non da poco… Che i francesi e gli americani ci riflettano… Almeno nella prima fase potrebbe fare la differenza.
Africa e dintorni
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