Finalmente, dopo infi
nite tergiversazioni, trame banali per bassi interessi, nazionalismi scompostamente esibiti… Il Governo (provvisorio) del Mali, ha finalmente chiesto alla Comunità di Difesa Degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) lo spiegamento, in rinforzo all’Esercito del Mali, delle loro forze armate. Ovviamente, chiedendo di installare il Quartier Generale a Bamako (con pudica ipocrisia,”dispiegarsi apparendo poco”!!). Nel frattempo, gli estremisti Islamici hanno proseguito la loro penetrazione, quasi per nulla ostacolata, e praticamente controllano i 2/3 del paese, che è enorme, prestando particolare attenzione al controllo delle frontiere con gli stati limitrofi, specialmente Burkina Faso e Niger, e in buona misura con Algeria e Mauritania. Si può dire che in pratica il Mali abbia come unico fronte sicuro, per la logistica e i rifornimenti, la frontiera con il Senegal. Nel Nord oramai vige la “pax” degli . Gao per esempio, nodo strategico importante, è controllata da Jihadisti di provenienza egiziana e pachistana… “Alqaidisti” sarebbe meglio dire. Bisognerà ora vedere quanti uomini e mezzi verranno schierati, ma soprattutto che tipo di supporto logistico, tattico e finanziario, saranno messi in campo dagli Occidentali, o meglio, dai poveri Americani, su cui peserà molto dell’onere. La guerra, si sà bene, è insaziabile di denaro, e come al solito, gli appetiti qui robusti e si fanno già sentire.
In questo contesto regionale, molto delicato, il piccolo paese del Gambia ha creato, fatto montare, e poi riabbassato la tensione, eseguendo delle condanne capitali, fatto in se già penoso, ma questo inoltre senza informare le autorità consolari dei paesi di appartenenza dei condannati, tra i quali per appunto il Senegal. Questa scelta è stata fatta per rammentare il ruolo importante del Gambia nella trattative di pace per la Casamance (articolo a riguardo). Nei giorni scorsi un inviato speciale del Sommo Pontefice è stato a Dakar per promuovere ulteriori passi a riguardo, ma una sua dichiarazione dove parlava di “pace per i senegalesi e per i casamancesi”, ha un po’ urtato gli animi per questa distinzione. Essendo la Casamance parte integrante del Senegal ho sentito diversi brontolii e critiche al riguardo. La Chiesa Cattolica in Senegal è particolarmente influente ed abile (vivendo in un paese a stragrande maggioranza Musulmana), e da quanto sento, anche particolarmente desiderosa di ospitare, in modo stabile, Monsignore Riccardi della comunità di Sant’Egidio… Prima inizieranno delle trattative serie meglio sarà!
N.B.: sono molto compiaciuto per il numero di contatti e di lettori, mi sarebbe molto gradito leggere qualche commento, giudizio, anche opposto al mio (meglio!) purchè, per favore in termini corretti, Grazie.