Siria

Il presidente Obama ha ordinato alla CIA di provvedere all’addestramento dei gruppi ribelli siriani. In collaborazione con i servizi occidentali, Turchia in primis, e con l’ausilio di Arabia Saudita e Qatar. Certo, è la decisione di minimo livello, per evitare di ripionbare nei disastri del suo predecessore. Charnagh è una minuscola citta’ nei pressi di Adana, ad un centinaio di km dalla frontiera siriana. Qui, ufficiali dei vari servizi segreti, addestrano i ribelli anti-Bashar, all’uso di apparati di telecomunicazioni criptate, all’utilizzo di missili anticarro ed esplosivi. La vicinanza con la base militare di Incirlik permette sicurezza e una buona logistica dei voli cargo. Dall’altra parte dello scenario, una piccola ma  importante flotta russa è in viaggio per Tartous. Essa è composta da tre unità da sbarco, con a bordo 500 commandos, una fregata anti-sommergibili e tre navi di scorta. I servizi europei, leggono in questo spiegamento di forze una risposta secca agli americani da parte del presidente Putin, contro la loro politica regionale e contro le ingerenze esterne alla Siria. Gli americani invece, pensano che sia semplicemente un segnale che i russi si accingono a tutelare la loro comunità, di oltre cinquantamila persone, in vista del crollo del regime di Assad. Personalmente, sono d’accordo sulla prima ipotesi. Intanto Al-Qaida e simili, continuano a rafforzarsi per numero, qualità dei combattenti e degli armamenti. Nove “brigate”, di 30-50 uomini sono appena arrivate in Siria, dopo essersi addestrate (si dice provengano “anche” dal Kossovo). Ormai cominciano a girare missili antiarei a corto raggio per colpire i vecchi Albatros ceki, e i Mig17 e 23 di Assad. Mi chiedo: quando uno di questi missili, “sfuggito” ai controlli dei tanti servizi segreti, ce lo ritroveremo contro un aereo di linea?

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